Il tosc. segrenna «persona magra, emaciata e sparuta»

L’appellativo tipicamente toscano femm. segrenna «persona magra, emaciata e sparuta», anche «appellativo ingiurioso di donna brutta, bigotta e pettegola», documentato già in scrittori del Rinascimento, è fino al presente privo di etimologia, ossia è di origine ignota (Battisti C.- Alessio G., Dizionario Etimologico Italiano, I-V, Firenze 1950-1957; Battaglia S., Grande Dizionario della Lingua Italiana, I-XXI, Torino 1961-2002). Io ritengo che esso sia di origine etrusca e precisamente sia un relitto della lingua etrusca che si è conservato fino ad ora nel linguaggio dei Toscani.
La prima prova a favore di questa mia tesi viene dal suffisso –enna, che ritroviamo tale e quale nel nome dei Rhasenna, con cui, secondo la testimonianza di Dionigi di Alicarnasso (I 30, 3), gli Etruschi chiamavano se stessi. Poi nel nome del famoso re di Chiusi Porsenna, nell’antroponimo etr. Kasalienna (Thesaurus Linguae Etruscae, I Indice lessicale, Seconda edizione, Pisa-Roma 2009, pag. 211) e negli appellativi latini levenna «leggerone», tebenna «toga, clamide, mantello degli Etruschi», tra(n)senna «transenna» (già prospettato come di origine etrusca, nel nome della Porta Ratumenna di Roma, della città di Ravenna e in Anna Perenna antica e misteriosa divinità romana, probabilmente la Luna, ecc.
La seconda prova viene probabilmente da un appellativo protosardo, cioè della lingua che parlavano i Sardi prima della conquista della loro isola da parte di Roma e della loro totale latinizzazione linguistica. Questo appellativo è sicherru, secherru-a «scarso-a, appena sufficiente», «schietto, (individuo) tutto d'un pezzo», il quale presuppone un’antica forma *sicernu, con un noto suffisso tirrenico (Pittau M., Dizionario della Lingua Sarda - fraseologico ed etimologico, II vol. 2003; idem, La Lingua Sardiana o dei Protosardi, 2001, pag. 181 Sassari Libreria Koinè).
Sia il tosc. segrenna, sia il (proto)sardo sicherru a mio avviso sono da confrontare - o come antica derivazione o a titolo di omoradicalit√† - col lat. siccus «secco» (indeur.; Ernout A. - Meillet A., Dictionnaire Étymologique de la Langue Latine, IV édit., IV tirage, Paris 1985).

Massimo Pittau